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Le elezioni regionali nelle Marche dello scorso 28‑29 settembre 2025 hanno confermato un dato ormai evidente nella politica italiana: il radicamento territoriale conta, eccome. Ma non solo per le preferenze “di coalizione” o per il brand del partito. Molte delle persone che hanno ottenuto risultati importanti — sia come candidati‑presidente sia come consiglieri — erano amministratori locali (sindaci, assessori, consiglieri comunali) o con un’esperienza amministrativa radicata sul territorio. E quella esperienza si è tradotta in un premio personale in termini di voti e preferenze. Oltre ai candidati‑presidenti, numerosi consiglieri eletti con forte radicamento locale – molti sono sindaci attivi o assessori uscenti – hanno riportato risultati importanti in termini di preferenze personali.  Tra questi per esempio Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo, che concorrendo nella lista civica I Marchigiani per Acquaroli Presidente ha conquistato 9.311 preferenze nella circoscrizione di Fermo o ancora Valeria Mancinelli, ex sindaca di Ancona e Francesca Pantaloni assessore ad Ascoli, anch’essa con un buon numero di preferenze nella zona di Ascoli Piceno, dimostra come anche figure amministrative meno “nazionalizzate” ma assai note localmente possano emergere in modo significativo.

Per contro rimane confermata la tendenza ad una minor influenza dei social media durante la campagna elettorale: con il calo significativo dei cvotanti la mobilitazione per andare ai seggi nasce soprattutto dalla spinta di un contatto diretto o di un legame attivo con la società civile e locale di appartenenza.

Le campagna elettorali locali stanno cambiando. Opimedia ha analizzato tutti i KPI principali che ne dermnano oggi il successo rispetto anche a soli 5 anni fa.