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SE UNA CAMPAGNA ELETTORALE CONFUSA AVVANTAGGIA IL MOVIMENTO 5 STELLE

Se una campagna elettorale confusa avvantaggia il movimento 5 stelle - Opimedia Consulting

I dati in nostro possesso parlano chiaro.

Più la campagna elettorale in vista del 4 marzo si fa vivace e confusa e più una parte dell’elettorato potrebbe abbandonare le scelte “tradizionali” di centro-sinistra e di centro-destra per rifugiarsi nella scelta comunque vissuta come protestataria per eccellenza ovvero il M5S.

Dai dati medi, questo flusso è quantificabile negli ultimi 10 giorni in circa 2,3%.

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Da un lato i litigi all’interno del centro destra tra Lega e Forza Italia, dall’altro le diatribe tra la formazione capitanata da Grasso e il Partito Democratico, lasciano il segno nei gradimenti, determinando un flusso protestatario aggiuntivo, forse deluso da una campagna elettorale che si annuncia peggiore delle aspettative in fatto di toni e contenuti.

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IL NOME DEL LEADER SUL SIMBOLO ELETTORALE: SCELTA CORRETTA?

Il nome del leader sul simbolo elettorale scelta corretta - Opimedia Consulting

Dai rumors, pare che il Partito Democratico abbia optato definitivamente per rinunciare a inserire il nome del leader del partito Matteo Renzi sul simbolo elettorale del partito.

Ciò in considerazione della scarsa popolarità dello stesso Renzi, e di una sorta di rifiuto a quella che alcuni dirigenti del PD definiscono di “eccessivo verticismo”.

E’ una scelta comprensibile che però pare, in termini di tecnicismo elettorale, comunque negativa.

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Nonostante, infatti, la non brillante situazione di gradimento personale dell’ex Presidente del Consiglio, l’assenza del nome determina una lacuna di identificazione che potrebbe fare perdere qualcosa in termini di bilancio elettorale.

Nella sostanza, il vantaggio dell’inserimento del leader c’è comunque, anche solo per la facilità di identificazione nella scelta.

Difficile affidare un valore numerico, che dipende ovviamente anche dalla popolarità del leader. In ogni caso,  per il PD il mancato inserimento, potrebbe comunque portare a un bilancio (tra le due scelte opposte di inserimento o no) con un meno davanti.

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REFERENDUM COSTITUZIONALE: L’INCUBO DEI SONDAGGISTI? I “NON VOTANTI”

referendum costituzionale - 4 dicembre 2016 - opimedia consulting - varazze liguria

Oggi è l’ultimo giorno in cui possono essere pubblicati i sondaggi sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Le ricerche opinionali sono, dopo le elezioni presidenziali negli Usa, sul banco degli accusati. Troppi errori, troppa fretta nel farli.

Eppure, i sondaggi su un referendum dove si voterà con un “Si” o con un “No”, sono tecnicamente piuttosto semplici da realizzare e gli errori dovrebbero essere ridotti al minimo.

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Ecco perché sono da considerare attendibili, al momento, le ricerche che piuttosto uniformemente indicano il “No” in vantaggio con una forbice del 52%-56% a seconda degli Istituti di ricerca. Si tratta di un margine al riparo da errori statistici.

Esiste però un incubo per i miei colleghi ricercatori e non si chiamano “Indecisi” come si potrebbe pensare, per i quali non è difficile intuire le dinamiche di scelta. Questo incubo si chiama in realtà “affluenza”, un dato storicamente arduo da prevedere perché il più suscettibile di variazioni dell’ultimo momento sulla spinta emotiva di fatti o avvenimenti particolari.

Capire cosa sceglieranno coloro che per ora non intendono votare e poi invece lo faranno è il vero problema. E’ all’interno di questo enorme gruppo di circa il 50% del corpo elettorale (composto dalla somma degli “indecisi” e soprattutto dei  “non votanti potenziali”) che si nasconde l’esito finale.

Proprio su questo  si concentreranno nei prossimi 15 giorni le ricerche più serie ed articolate, e ovviamente, il lavoro dei partiti e degli uomini politici.

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ASTENSIONISMO: PRIMO PARTITO IN ITALIA

Astensionismo Elezioni Politiche - Opimedia Consulting - Consulenza Politica e Campagne Elettorali - Varazze Liguria Italia

In Italia la situazione secondo i nostri sondaggi è chiara. Il Partito Democratico raccoglie circa un terzo dei voti, tallonato da vicino (intorno al 30%) dal Movimento 5 Stelle reduce da un’operazione consistente di make-up comunicativo.

Il centro destra nel complesso non riesce ad avvicinarsi, rimanendo al di sotto della soglia del 30% soprattutto per la sotto performance di Forza Italia che supera di poco un risicato 10%.

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In questa situazione è più che mai decisivo il serbatoio degli indecisi, pari al 34%, che è formato dagli “spettatori” (disinteressati) della politica, che non seguono e neppure hanno il  minimo interesse.

Pur essendo in questo “status”, alla fine saranno il fattore decisivo per tutti gli esiti elettorali; ecco perché la comunicazione politica si sta specializzando proprio nell’azione motivazionale di questa categoria di cittadini, sempre più decisivo pur non volendolo.

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IL MOVIMENTO 5 STELLE A SCUOLA D’IMMAGINE

Il Movimento 5 Stelle a scuola d'immagine - Opimedia Consulting - Consulenza ppolitica e campagne elettorali

Si negherà sempre come è giusto che sia. Ma che dopo le ultime Politiche, in casa Movimento 5 Stelle si sia riprogrammata l’immagine pubblica del Movimento allora in crisi evidente, è fatto certo.

Molti i consulenti chiamati al capezzale del Movimento protestatario che hanno contribuito notevolmente al rilancio dell’immagine e ad un nuovo appeal elettorale.

Le chiavi per chi sa leggere questi cambiamenti sono essere almeno tre:

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1. Minore aggressività istituzionale

2. Profilo basso del leader Grillo (semiscomparso) e di Casaleggio (scomparso o quasi) per evitare la sindrome verticistica

3. Presenza media e tv più diffusa con strategia dei portavoce diffusi.

Evidente come alla base di queste scelte, vi siano ripetute ricerche di mercato e opinionali.

E se lo diciamo,  non parliamo certo a caso…

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