Posts Taggati ‘Forza Italia’

ELEZIONI COMUNALI SANREMO: CHI SARÀ IL FUTURO SINDACO?

Elezioni comunali Sanremo chi sarà il futuro sindaco - Opimedia Consulting Varazze

Nella città dei fiori tira già aria di campagna elettorale in vista delle elezioni comunali in programma nel 2019. C’è molto fermento nei partiti e movimenti che si sfideranno a maggio dell’anno prossimo nella conquista del governo di Palazzo Bellevue.

Il quotidiano online Riviera24.it, in collaborazione con OpiMedia Consulting, ha preparato uno studio sul cosiddetto “patrimonio politico” delle varie correnti, per capire come voterebbero i sanremesi se si andasse alle elezioni comunali in questo istante.

.

Lo studio in questione non è un sondaggio, ma un’analisi statistica delle opinioni di voto fatta a prescindere da quale candidato sindaco si presenti. Raffigura quel patrimonio di voti con il quale ogni candidato deve fare i conti.

Su quali dati è basato lo studio?

Si tratta di un’analisi statistica basata sui dati delle politiche 2018, quindi molto recenti, le regionali del 2016  – a mio avviso parametro fondamentale – e quelli delle ultime comunali a Sanremo, comparati con dei sondaggi di carattere nazionale, gli unici a disposizione in questo momento.

Da queste informazioni si ricava un “super indice di tendenza”che, messo a paragone con i dati storici, porta a dedurre qual è l’andamento ipotetico dello stato attuale del voto politico nella Città dei fiori”.

Cosa succede a Sanremo? Chi perde e chi guadagna…

“Vediamo un chiaro consolidamento dell’andamento nazionale. Il centrodestra è in forte recupero, mentre il Movimento 5 Stelle paga un prezzo quando si tratta di elezioni amministrative perché non riesce mai a capitalizzare l’intero ammontare del voto politico. Infatti la stima si attesta intorno al 22%: alta ma non in linea con il dato nazionale.

Secondo me la spiegazione è legata alla percezione degli elettori della qualità dei candidati a sindaco dei pentastellati. Di norma il M5S non riesce a presentare candidati che siano avvertiti dall’elettorato non schierato come particolarmente autorevoli.

E’ partito che tende a schiacciare le individualità. Automaticamente a livello locale non possono o non riescono ad esprimere caratteristiche spiccate del candidato sindaco e questo fa si che la loro visibilità diminuisca. Quello al M5S è un voto di appartenenza e non di scelta del candidato”.

Alle politiche di marzo il Movimento ha trovato una candidatura forte nel primario Massimo Conio, quanto vale un nome mediaticamente più spendibile?

“Un nome conosciuto limita il calo di consensi. Alle amministrative i pentastellati, con un candidato poco conosciuto, potrebbero perdere almeno un 10% dei voti rispetto al consenso raggiunto a livello nazionale.

Un trend interessante vede una parte dell’elettorato del M5S “in uscita”. Quel 10% almeno può non votare o scegliere un altro candidato. Una metà può scegliere altri schieramenti se a guidarli ci sono persone che fanno propri parametri di trasparenza e legalità”.

Proviamo a pensare allo scenario attuale, Biancheri si ricandida, il centrodestra trova la quadra intorno a Sergio Tommasini del Gruppo dei 100 e altri candidati a destra e a sinistra erodono punti percentuali alle due coalizioni favorite…

“Per ciò che concerne le minoranze, le quali possono diventare importanti in fase di ballottaggio, bisogna segnalare che Sanremo è un caso molto particolare. Non capita spesso, ad esempio, di notare come vi sia una base di elettorato extra PD che di norma è intorno al 4%, capace di capitalizzare un elettorato più ampio anche fino all’8%. Un elettorato laico, fondamentalmente di sinistra che altrove si registra sempre più raramente.

Sanremo è un caso sempre interessante da studiare perché ha interessi e valori economici e sociali da grande città. Questo fa si che i meccanismi politici siano più complessi del normale”.

Quanto conta il nome del sindaco e quanto quello dei candidati?

“Dipende dalla grandezza del partito e dello schieramento. Se è un partito piccolo, i candidati pesano molto di più. In una coalizione che ambisce a prendere più del 35% iniziano a pesare meno. La stima è che un buon sindaco può spostare di norma un +-3 %.

Di recente è “entrato nei manuali” il caso di Raffaella Paita che alle regionali del 2016 ha fatto perdere parecchi punti percentuali al PD. Questo perché le donne stimolano maggiori reazioni sia in positivo che in negativo.

Sanremo è uno dei casi più eccezionali. Di norma il candidato sindaco sposta al massimo un +-3%. Quanto vale oggi Biancheri in termini percentuali è tutta un’altra storia. Posso dire che vale sicuramente più del 3%”.

La sfida tra i candidati sindaco può essere determinante?

“Senza dubbio contano molto i contendenti. Un candidato di centrodestra con forti capacità di aggregazione sull’elettorato di area, riduce gli spazi politici di azione dei concorrenti. A  concorrere c’è però un sindaco uscente che ha dimostrato di essere trasversale nel consenso.

Chi si colloca nel centrodestra ha al momento un patrimonio politico che fa ben sperare sulla carta, ma molto dipende quanto il nome dell’aspirante sindaco piaccia alla base del proprio elettorato”.

E’ un buon momento per ricandidarsi?

“Nelle precedenti tornate di elezioni comunali (al 2018 ndr), abbiamo avuto un tasso del 74% di riconfermati: 3 su 4 venivano rieletti. In quest’ultima, siamo precipitati sotto il 50%.

Indice di una maggiore mobilità dell’elettorato e degli elettori che appartengono ad uno schieramento ben preciso, ma che in determinate situazioni possono fare delle scelte, non dico contraddittorie, ma più “centriste”.

Per esempio, un candidato anche se appoggiato dal centrosinistra, può essere preso in considerazione anche da chi vota moderato, se la personalità di quest’ultimo non contrasta totalmente con le proprie idee”.

Ha osservato la discesa in campo del Gruppo dei 100? Cosa ne pensa?

“La premessa è che allo stato dei fatti chi si colloca nel centrodestra parte con una base che è poco sopra il 53%. Si potrebbe usare l’espressione: “vince a mani basse”. Tuttavia il candidato del Gruppo dei 100 va a misurarsi con la popolarità del sindaco in carica, la quale dopo 5 anni di mandato si attesta statisticamente intorno al 98%. Esiste poi il tasso di gradimento e di fiducia.

Da un punto di vista tecnico le tempistiche del Gruppo dei 100 sono state perfette, perché un nuovo esponente della società civile deve fare tutto il possibile per farsi conoscere dai cittadini”.

Se la sente di sbilanciarsi in una previsione?

“Stando ai dati, il risultato pare scritto. C’è un blocco politico che ai numeri è chiaramente in vantaggio. Ma visto che Biancheri non è percepito come un candidato schierato nel centrosinistra, fattore che altrimenti gli renderebbe la vita più difficile, in realtà la partita torna ad essere abbastanza aperta.

Tutto dipende dalle capacità di quest’ultimo di attrarre dalla sua parte gli elettori di quella fetta della torta di colore blu”.

elezioni comunali sanremo elezioni comunali sanremo elezioni comunali sanremo elezioni comunali sanremo .

SE UNA CAMPAGNA ELETTORALE CONFUSA AVVANTAGGIA IL MOVIMENTO 5 STELLE

Se una campagna elettorale confusa avvantaggia il movimento 5 stelle - Opimedia Consulting

I dati in nostro possesso parlano chiaro.

Più la campagna elettorale in vista del 4 marzo si fa vivace e confusa e più una parte dell’elettorato potrebbe abbandonare le scelte “tradizionali” di centro-sinistra e di centro-destra per rifugiarsi nella scelta comunque vissuta come protestataria per eccellenza ovvero il M5S.

Dai dati medi, questo flusso è quantificabile negli ultimi 10 giorni in circa 2,3%.

.

Da un lato i litigi all’interno del centro destra tra Lega e Forza Italia, dall’altro le diatribe tra la formazione capitanata da Grasso e il Partito Democratico, lasciano il segno nei gradimenti, determinando un flusso protestatario aggiuntivo, forse deluso da una campagna elettorale che si annuncia peggiore delle aspettative in fatto di toni e contenuti.

campagna elettorale campagna elettorale campagna elettorale .

UN VOTO FRAMMENTATO CHE NON FORNISCE INDICAZIONI PRECISE

Un voto frammentato che non fornisce indicazioni precise

E’ un’analisi ragionevole quella che propongono alcuni commentatori che riferiscono di un turno elettorale – quello delle elezioni Amministrative 2016 – estremamente variegato e per certi versi contraddittorio.

Difficile infatti, pretendere di trarre solide argomentazioni e deduzioni, da dati elettorali estremamente vari, profondamente legati a situazioni specifiche, definite da storie di governo locale, personaggi, sindaci e liste nazionali e non, che fanno fatica a strutturarsi in modo davvero definitivo.

Se una linea di fondo si vuole proprio trarre, è quella di una sfida tra potere e “antipotere” che a seconda delle situazioni di riempe si un colore politico anziché un altro.

Se a Roma, l’opposizione al sistema assume i vesti del M5S, così non è – ad esempio – a Milano dove lo stesso partito si aggira sul 10%. Se a Milano il centro destra si conferma come competitor solido, così non è a Torino, dove invece scompare di fatto dai radar dei dati degni di nota. E ancora Napoli, dove altra situazione assolutamente anomala, porta al successo netto al primo turno un sindaco reduce da quella famosa “sfornata” di sindaci indipendenti di sinistra oggi praticamente scomparsa.

Ecco dunque, che le “anomalie” si sommano e si stratificano, quasi a dimostrare che le anomalie sono piuttosto “normalità” nel senso che si disegna un’Italia estremamente varia e quasi “anarchica” per i mutamenti in corso, spesso in direzioni completamente opposte.

In questo quadro appare assolutamente azzardato tentare deduzioni a scendere sul Governo nazionale; di certo non pare esservi un successo forte come per le Europee ma nello stesso tempo pare altresì arduo dedurne difficoltà politiche sostanziali. Un passaggio intermedio dunque, che per certi versi lascia davvero “il tempo che trova”, in attesa di indicazioni più precise e univoche, ammesso che questo Paese, sia in grado davvero di darne ancora.

Un voto frammentato che non fornisce indicazioni precise Un voto frammentato che non fornisce indicazioni precise Un voto frammentato che non fornisce indicazioni precise Un voto frammentato che non fornisce indicazioni precise Un voto frammentato che non fornisce indicazioni precise .

ELEZIONI COMUNALI SAVONA: SONDAGGIO

Elezioni Comunali Savona sondaggio - Opimedia Consulting

Il giudizio sull’amministrazione comunale uscente di Savona non risulta particolarmente positivo.

A fronte di un 35% di cittadini soddisfatti (con il 2% di “Molto soddisfatto”) compare un 44% di insoddisfatti, con all’interno di questo dato, un 24% di “Per nulla soddisfatti” e dunque in posizione particolarmente critica. Il 21% infine, ritiene che non vi siano elementi di particolare soddisfazione o insoddisfazione. Occorre tenere conto che di norma, in Italia, dati sotto il 50% di gradimento ovvero che sommano “Molto soddisfatto” e “Abbastanza soddisfatto”, indicano un giudizio di fondo negativo.

In genere, il limite del  60% di gradimento complessivo, si assume quale dato di giudizio complessivamente positivo per un’amministrazione uscente, con l’eccellenza rappresentata dal traguardo non rarissimo del 70% di gradimento complessivo.

Buon vantaggio di Cristina Battaglia con 13 punti di vantaggio sui due principali avversari. Il dato, segnato da un parziale vantaggio legato alla maggiore popolarità anche per via delle recenti elezioni primarie del PD, appare tuttavia, lontano dalla soglia della vittoria al primo turno.

A tale dato, contribuisce al momento anche il buon risultato delle lista della sinistra, con Ravera che raggiunge un 6% e la Pongiglione il 4%. Occorre tenere conto che questi ultimi due candidati, in particolare la Pongiglione, hanno già anticipato i tempi della campagna elettorale, con un possibile piccolo vantaggio sul tasso di popolarità.

Resta comunque, il dato politico di un 11% complessivo di elettori che non si collocano in area PD, pur dichiarandosi elettori di sinistra.

Il candidato del M5S sembra al momento non portare ne togliere valore numerico alla lista di appartenenza, collocandosi in linea con il risultato del partito di appartenenza. Risultato interlocutorio della candidata del centro destra Caprioglio, non ancora in grado di coagulare i voti di appartenenza di schieramento. Tra gli indecisi, prevalgono al momento, leggere preferenze per voto a favore del M5S e del centro destra. Tra le curiosità, significativo il voto femminile a leggero favore delle due candidate donna e la prevalenza di quello maschile per il M5S (quasi + 10% rispetto alla media). Tra i giovani buono l’appeal verso il Diaspro e Ravera mentre con il salire dell’età, guadagnano consensi rispetto alle medie di quota, la Battaglia e la Pongiglione.

PD al 32% oltre a un 4% di liste civiche di centrosinistra e un ulteriore 6% dei movimenti che si collocano alla sinistra del partito guidato a livello nazionale da Renzi.

Un risultato in leggera crescita rispetto ai dati delle Regionali 2015, che però non consegnano una buona probabilità di evitare il secondo turno di elezioni il 19 giugno. Lega Nord che si conferma prima formazione del centro destra a fronte della forte riduzione di Forza Italia, che fatica a raggiungere la soglia del 10%.

L’area centrista si deve accontentare di poco più del 2% e ad oggi non pare risultare determinante per gli esiti finali del voto.

Significativo al momento il range negativo tra potenziale politico della coalizione di centro destra e il dato preferenziale del candidato di aerea; si vedrà nelle prossime settimane se la Caprioglio sarà in grado o meno di riassorbire questo delta negativo.

M5S in linea con i dati regionali e una qualche difficoltà a captare alcuni movimenti di opinione (ad esempio la questione del bitume ecc.) che paiono avere una qualche ripercussione positiva più verso i soggetti politici della sinistra (Pongiglione, Ravera).

Infine, occorre tenere presente la grande importanza del dato di affluenza che sarà registrato; tale percentuale potrà determinare importanti cambiamenti sia al primo che al secondo turno, con sensibili vantaggi di prospettiva per alcuni dei candidati a discapito di altri.

Tale meccanismo potrebbe assumere ancora maggiore rilevanza al turno di ballottaggio.

elezioni comunali savona elezioni comunali savona elezioni comunali savona .

elezioni comunali savona elezioni comunali savona elezioni comunali savona .

Savona 2016, sondaggio IVG.it | Leggi tutto

 

ASTENSIONISMO: PRIMO PARTITO IN ITALIA

Astensionismo Elezioni Politiche - Opimedia Consulting - Consulenza Politica e Campagne Elettorali - Varazze Liguria Italia

In Italia la situazione secondo i nostri sondaggi è chiara. Il Partito Democratico raccoglie circa un terzo dei voti, tallonato da vicino (intorno al 30%) dal Movimento 5 Stelle reduce da un’operazione consistente di make-up comunicativo.

Il centro destra nel complesso non riesce ad avvicinarsi, rimanendo al di sotto della soglia del 30% soprattutto per la sotto performance di Forza Italia che supera di poco un risicato 10%.

Astensionismo

Astensionismo

In questa situazione è più che mai decisivo il serbatoio degli indecisi, pari al 34%, che è formato dagli “spettatori” (disinteressati) della politica, che non seguono e neppure hanno il  minimo interesse.

Pur essendo in questo “status”, alla fine saranno il fattore decisivo per tutti gli esiti elettorali; ecco perché la comunicazione politica si sta specializzando proprio nell’azione motivazionale di questa categoria di cittadini, sempre più decisivo pur non volendolo.

astensionismo astensionismo astensionismo astensionismo .