REFERENDUM COSTITUZIONALE: L’INCUBO DEI SONDAGGISTI? I “NON VOTANTI”

referendum costituzionale - 4 dicembre 2016 - opimedia consulting - varazze liguria

Oggi è l’ultimo giorno in cui possono essere pubblicati i sondaggi sul referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.

Le ricerche opinionali sono, dopo le elezioni presidenziali negli Usa, sul banco degli accusati. Troppi errori, troppa fretta nel farli.

Eppure, i sondaggi su un referendum dove si voterà con un “Si” o con un “No”, sono tecnicamente piuttosto semplici da realizzare e gli errori dovrebbero essere ridotti al minimo.

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Ecco perché sono da considerare attendibili, al momento, le ricerche che piuttosto uniformemente indicano il “No” in vantaggio con una forbice del 52%-56% a seconda degli Istituti di ricerca. Si tratta di un margine al riparo da errori statistici.

Esiste però un incubo per i miei colleghi ricercatori e non si chiamano “Indecisi” come si potrebbe pensare, per i quali non è difficile intuire le dinamiche di scelta. Questo incubo si chiama in realtà “affluenza”, un dato storicamente arduo da prevedere perché il più suscettibile di variazioni dell’ultimo momento sulla spinta emotiva di fatti o avvenimenti particolari.

Capire cosa sceglieranno coloro che per ora non intendono votare e poi invece lo faranno è il vero problema. E’ all’interno di questo enorme gruppo di circa il 50% del corpo elettorale (composto dalla somma degli “indecisi” e soprattutto dei  “non votanti potenziali”) che si nasconde l’esito finale.

Proprio su questo  si concentreranno nei prossimi 15 giorni le ricerche più serie ed articolate, e ovviamente, il lavoro dei partiti e degli uomini politici.

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